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Con il laser ad eccimeri non è possibile eseguire tutta la
chirurgia refrattiva. Per difetti visivi elevati, tra le tecniche alternative, a Primavista si esegue l'impianto di lenti intraoculari in camera anteriore o posteriore.
E' una procedura semplice ma altamente tecnologica. Le
lenti intraoculari sono visibili solo in particolari condizioni d'illuminazione, per la maggior parte del tempo sono invisibili dall'esterno. Una volta posizionata all'interno dell'occhio, la lente non può muoversi, non si sentirà la sua presenza, non richiede cure o manutenzione, e può essere rimossa dall'occhio in qualsiasi momento. Le
lenti intraoculari sono realizzate con materiali biocompatibili, che possono rimanere nell'occhio per decenni senza variare le proprietà fisico-chimiche o la stabilità. Queste lentine sono inserite nell'occhio con anestesia topica. L'intervento dura pochi minuti e non necessita di ricovero. Normalmente i benefici sono visibili già nei primi giorni dopo l'intervento.
Il laser ad eccimeri è in grado di asportare tessuto in modo veramente preciso (0,25 micron per ogni impulso), con una riproducibilità non raggiungibile da nessun altro mezzo. La correzione dei difetti visivi è realizzata asportando degli strati superficiali della cornea. Per questa ragione è definita chirurgia a bulbo chiuso. Come tutte le procedure chirurgiche anche la
LASIK o la
PRK, non sono prive d'effetti collaterali.
Nella PRK la complicanza più importante è la formazione di haze (fibrosi sottoepiteliale), il quale si presenta come un'opacità della cornea che in base al manifestarsi è classificata in lieve, moderata e severa. L'haze solitamente compare dopo 1 o 2 mesi dall'intervento e si risolve spontaneamente o con l'aiuto di una terapia farmacologia a base di steroidi o, nelle forme peggiori disepitelizzando nuovamente l'occhio interessato e applicando della mitomicina C per 2 minuti.
Un'altra complicanza molto rara è la cheratite infettiva anche da lente a contatto.
Dopo un intervento di PRK ci sono degli effetti collaterali temporanei che durano dai 3 giorni a qualche settimana. Tra questi effetti, è possibile avere fastidio alla luce per qualche giorno, dolore per circa 2 giorni facilmente controllabile con i tradizionali antidolorifici. Inoltre nella
PRK solitamente l'epitelio si riforma dopo 3 - 5 giorni, lasciando il paziente con una visione annebbiata e sensazione di corpo estraneo.
Negl'interventi di LASIK, i problemi legati all'epitelio raramente sussistono e possono essere causati dal passaggio del microcheratomo su una cornea poco idratata o con residui superficiali.
Altre invece sono le complicanze importanti legate alla
LASIK. Nella
LASIK c'è un elemento in più nella procedura chirurgica: il microcheratomo. Questo strumento è comune a tutte le tecniche di cheratomileusi, che con il suo passaggio sulla cornea determina, grazie ad una lama oscillante, la resezione di una porzione superficiale (mediamente da 130 a 180 micron) della cornea (flap). Le complicanze legate al microcheratomo possono dipendere da un errato assemblaggio (perforazione corneale, free-cap) o da una cattiva azione dello strumento (taglio primario incompleto, taglio errato per perdita di suzione o per decentramento del flap,...). Le complicanze della
LASIK dopo l'intervento possono essere attribuite al paziente (dislocazione del lembo), o a processi infettivi (haze dell'interfaccia), infezioni non specifiche intra lamellari (sabbia del deserto), impurità o residui epiteliali nell'interfaccia.
Altri rischi rari legati alla PRK e alla
LASIK possono essere di natura refrattiva e funzionale, come:
Dopo un intervento di PRK, l'occhio ha comunque un'ipercorrezione di ametropia che può persistere per qualche settimana ed è sicuramente molto evidente nei primi giorni dopo l'intervento. Se tale situazione comunque dovesse persistere, in alcuni casi, è possibile fare un secondo trattamento, aspettando almeno 6 - 9 mesi dal primo. Se ciò non fosse possibile, il paziente potrà gestire il suo residuo di ametropia con degli occhiali o lenti a contatto.